Operazione antiracket. Tre gli arresti ad Anzio per usura e racket dei “prestiti facili” ad imprenditori e disoccupati - L'Eco Del Litorale | Notizie online








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Operazione antiracket. Tre gli arresti ad Anzio per usura e racket dei “prestiti facili” ad imprenditori e disoccupati

Roma, 10 arresti per usura: interessi al 10-20% a settimana Roma.

Dieci arresti per usura a Roma, nell’ambito di un’operazione della squadra mobile che ha sgominato tre diversi gruppi criminali tra i quartieri di Centocelle e Montesacro e i Comuni di ANZIO e Tivoli. Sempre lo stesso il copione usato, con “prestiti facili” a piccoli imprenditori, disoccupati e commercianti che nel giro di qualche settimana si ritrovavano strozzati dai debiti. Gli interessi pretesi arrivavano al 10-20% ogni settimana e nessuna delle vittime denunciava i propri aguzzini perché terrorizzata dalle ritorsioni, anche feroci, cui erano sempre pronti gli affiliati del gruppo destinati al ‘recupero crediti’. Quindici le vittime accertate in un anno di indagini, anche se chi indaga si dice sicuro che il numero fosse molto maggiore: nessuno ha denunciato fino a quando non è stata messo alle strette dagli inquirenti. Cinque le persone arrestate a Roma e indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, e le lesioni.Tre persone sono state arrestate ad ANZIO e due a Tivoli. A fare da filo conduttore tra i tre gruppi un pensionato che, dopo aver contratto debiti di usura, era entrato a far parte dell’associazione e procacciava nuovi ‘clienti’ ricevendo in cambio il 2% degli interessi.Le persone coinvolte hanno precedenti specifici e, in alcuni casi, legati al traffico di droga, in un caso con legami riconosciuti in passato anche con la cosca di Ndrangheta dei Gallace. 

Fonte La Presse

Il comunicato della Questura di Roma:

“Nella mattinata odierna personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile, nell’ambito di una complessa attività investigativa coordinata dal Gruppo Reati contro il Patrimonio della Procura della Repubblica di Roma, ha eseguito dieci misure cautelari individuando tre distinti gruppi criminali e smantellando una pericolosa associazione a delinquere che effettuava prestiti di denaro ad interessi usurari a vari personaggi romani e che per il recupero dei soldi utilizzava violenze e minacce, attraverso talvolta delle vere e proprie estorsioni.

Agli arrestati, di età compresa tra i 27 ed i 65 anni e tutti di Roma gravitanti distintamente nei quartieri capitolini di Montesacro e Centocelle e nei comuni di Anzio e Tivoli, stabilmente ben inseriti nel tessuto criminale romano, sono contestati a vario titolo i reati di estorsione, di associazione a delinquere finalizzata all’usura ed all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, nonché per alcuni anche le lesioni personali aggravate in occasione della riscossione del denaro prestato ad interessi usurari.

Nel corso delle indagini condotte dalla sezione “Reati contro il Patrimonio” della Squadra Mobile che hanno spaziato dal litorale di Anzio-Nettuno sino al comune di Tivoli passando per alcune zone della Capitale individuando tre autonomi gruppi criminali, è stato possibile ricostruire le mansioni di ciascun arrestato, ognuno con specifici ruoli in seno all’associazione avente base a Roma, proiettata alla realizzazione di un preciso progetto illecito consistente nella concessione di somme di denaro a soggetti in difficoltà economiche, agganciate attraverso una rete ben precisa di contatti, ad interessi maggiorati che oscillavano dal 10 al 15% a settimana, con l’aggiunta di una “multa” pari al 20% comminata per ogni ritardo settimanale nei pagamenti.

L’associazione criminale, promossa, costituita e diretta dai tre capi M.G., 53enne romano di origini calabresi con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, e da due incensurati P.F., 56enne romano e P. L., 51enne di Marcellina (Roma), si avvaleva delle capacità commerciali e finanziarie del 55enne M.Z. vero e proprio contabile del gruppo, responsabile dei conti economici dell’”azienda”.

Grazie alle indagini condotte con l’operazione “I Figuranti” che ha preso il nome proprio dalla circostanza che gli indagati nel corso delle conversazioni intercettate definivano così gli assegni da versare agli usurai a garanzia del prestito ricevuto, e che hanno interessato l’arco temporale ricompreso tra il 2017 e la prima metà del 2018, è stato possibile definire la figura-chiave di M.C. 54enne romano del quartiere di Centocelle, che ha permesso di fare luce sia sull’associazione a delinquere composta da sette degli arrestati, sia di definire gli altri due gruppi di usurai che insistono uno sul litorale di Anzio ed uno su Tivoli.

In particolare, determinate è stato appunto il ruolo ricoperto da M.C. che ha svolto una minuziosa attività di mediazione tra i vertici dell’associazione ed i “clienti” da lui stesso procacciati, diventando di fatto l’anello di congiunzione dei tre filoni d’indagine, permettendo di seguire un filo conduttore tra i diversi soggetti coinvolti in quanto, nella duplice veste di usuraio e persona sottoposta ad usura, questi si è occupato di fornire un proprio contributo ai promotori ed gli organizzatori dell’associazione a delinquere di cui faceva parte segnalando commercianti in difficoltà economiche, dai quali ricavava a sua volta denaro per fronteggiare i debiti contratti con i suoi stessi sodali.

Proprio la figura di M.C. ha consentito di “connettere” l’attività investigativa sull’associazione ad un altro gruppo criminale sul versante di Anzio (Roma) che vedeva in T.S. 58enne romano con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, il quale si serviva appunto di M.C. per veicolare denaro “in prestito” e riscuotere i lauti interessi settimanalmente.

Gli altri arrestati sono stanziali nel quartiere di Centocelle, P.G. 45enne romano con precedenti di polizia in materia di stupefacenti e già sottoposto alla sorveglianza speciale, e M.M. 56enne romano, mentre D.M. 51enne di Colli Aniene e C.A. 27enne di Tivoli (Roma), si occupavano unitamente ad altri cinque soggetti indagati a piede libero, di riscuotere le somme di denaro prestate dagli altri componenti dell’associazione, ricorrendo in alcune occasioni alle maniere forti e a delle vere e proprie estorsioni cagionando delle lesioni a M.C. quando non era in grado di saldare i suoi stessi debiti o di “raccogliere” le rate dalle vittime dell’usura.

L’esecuzione dei provvedimenti restrittivi è stata effettuata alle prime ore della mattinata odierna associando cinque persone presso le Case Circondariali di Regina Coeli a Roma e di Velletri, sottoponendone altre cinque alla misura degli arresti domiciliari, mentre sono cinque le perquisizioni domiciliari effettuate a Tivoli, Ardea ed Anzio presso le abitazioni di altrettanti indagati, permettendo di sequestrare ulteriore materiale probatorio.”





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