Ostia, Anzio e l'Università del mare - L'Eco Del Litorale | Notizie online








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Ostia, Anzio e l’Università del mare

Quando nel novembre del 2015 proposi all’Editore de L’Eco del Litorale, Antonio Geracitano, di organizzare a Villa Sarsina un evento sul surriscaldamento del Mediterraneo ( “Presente e futuro climatico del Mare Mediterraneo”, promossa dall’Eco del Litorale , dal Centro Studi Isma e l’Accademia Kronos, con il Comitato Nazionale Italiano “Fair Play”, il Centro Studi Altis e Associazione Move) in contemporanea con COP 21 a Parigi, il vero obiettivo era quello di creare le premesse per arrivare alla costituzione dell’Università del Mare, con finalità ecologiche avanzate e che si realizzasse partendo da Anzio, l’antica città – porto di Coriolano e Nerone, facendo leva e start up per un rilancio sulla vocazione industriale e di ricerca dell’Area Pontina e Pometina, ieri di sviluppo dopo la bonifica ed oggi neglette ed eluse dalla politica nazionale, regionale e metropolitana. Infatti, in grande contropiede rispetto all’abulia dei territori e alla insufficiente incisività delle sinergie con CNR e altri interlocutori, l’Università di Roma Tre, giovane protagonista dell’agere capitolino, ha colto giusto quel refolo di vento che suggeriva il ritorno virtuale ai fasti di Ostia, che Antica e in diverse versioni, dal Porto di Traiano al Castello di Giulio II, aveva presidiato la vitale via del Tevere, come porta d’accesso a Roma e al Mare Nostrum. Ora, abbiamo conferma che pronuba strategica la Regione Lazio, sta decollando ad Ostia l’Università delle Tecnologie del Mare***, come polo di ricerca specializzato nello sfruttamento delle energie rinnovabili legate ai moti ondosi, alle correnti, al vento ma anche, paradossalmente come risposta al degrado sociale ed ai fenomeni criminosi, che hanno per anni connotato Nuova Ostia, lembo estremo di periferia, dove era stato concentrato tutto il possibile delle marginalità e dove era andato a morire assassinato lo stesso suo massimo cantore, Pier Paolo Pasolini. Certo, la mossa d’ingegno è pur sempre una bella risposta, anzi straordinaria se si pensa al valore delle motivazioni per l’intrapresa, al fatto che si dia riscontro – senza port tempo in mezzo – al disperato bisogno di tecnologie che salvino la vita sul nostro Pianeta, partendo dal mare che l’ha generata. Ricordiamoci però, che senza un progetto ampio e complesso di recupero si finirebbe per replicare il paradosso del Porto di Roma, sorto ambiziosamente in quel tratto di costa , proprio lì dove il Tevere si accinge ad abbracciare il Mediterraneo, ma continua da anni a languire accerchiato da malessere sociale, baracche, rifiuti e sterpaglie.
*** Il progetto prevede un polo universitario, presso gli spazi dell’ex Enalc Hotel a Ostia, e l’apertura di un corso di studi, pressoché unico in Italia, specializzato nello studio delle energie rinnovabili di origine marina. È qui che, con la collaborazione del Centro Nazionale della Ricerca (CNR) ed in particolare dell’INSEAN, nonché dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), si formeranno i futuri ingegneri destinati a progettare e sviluppare le piattaforme offshore, gli impianti eolici, le turbine sottomarine.

Ruggero Alcanterini

Direttore responsabile de L’Eco del Litorale

    







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