Elezioni/Camera; Abbruzzese (Forza Italia) sconfitto di misura: "Ora ripartire dal territorio" - L'Eco Del Litorale | Notizie online








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Elezioni/Camera; Abbruzzese (Forza Italia) sconfitto di misura: “Ora ripartire dal territorio”

Le elezioni 2018 hanno modificato la mappa della politica italiana, stravolgendo pronostici, congetture, sondaggi. E certezze. Così, una lunga e intensa campagna elettorale, condotta senza sosta nella provincia di Frosinone, non è bastata all’ex consigliere regionale del Lazio di Forza Italia Mario Abbruzzese per entrare a Montecitorio.
La sua candidatura nel collegio uninominale di Cassino per la Camera dei Deputati sembrava sicura, era considerata blindata. Invece la valanga a 5 Stelle, che ha travolto la vecchia nomenclatura politica fino a trasformare il Movimento nel primo partito in Italia, ha dissolto anche le sue speranze, seppure per un pugno di voti, solo 177 e al termine di una sfida avvincente.

La grillina frusinate Ilaria Fontana, infatti, ha chiuso a quota 51.912 voti (37,81%), vincendo in rimonta dopo l’iniziale svantaggio, mentre Abbruzzese si è fermato a 51.735 (37,68%). Una sconfitta che brucia per l’esponente azzurro, punto di riferimento del partito in Ciociaria, soprattutto alla luce del buon risultato nazionale ottenuto dalla coalizione di centrodestra.
A livello locale, evidentemente, qualcosa non ha funzionato e proprio a Cassino, la sua città, Abbruzzese forse non ha raccolto abbastanza in rapporto a quanto seminato.

E’ così?

“Il punto è un altro – ragiona Abbruzzese – la sconfitta va inserita in un contesto nazionale e il cassinate è stato un po’ l’epicentro di questa rivoluzione, di questo terremoto a 5 Stelle che si è poi protratto fino in Sicilia. Si tenga presente che a Formia i grillini hanno conquistato oltre il 40 per cento. Anzi, direi che a Cassino li abbiamo anche frenati, sotto certi aspetti”.

Ma che cosa è mancato, in questi anni, nel dialogo con i cittadini, nel rapporto con il territorio, con le sue problematiche, con le sue esigenze?
“Abbiamo pagato il disagio e la preoccupazione sociale, la delusione per la FCA e l’operazione di delocalizzazione della Ideal Standard, la chiusura di diverse fabbriche che ha portato sul lastrico tante famiglie. Purtroppo, a tutto questo si riesce a far fronte con grande difficoltà, anche perché i Comuni sono senza risorse finanziarie e in molti casi non sono in grado di erogare i servizi necessari, penalizzando di conseguenza la qualità della vita dei cittadini. Non può sorprendere, quindi, il dilagare di questo voto di protesta nei confronti della classe dirigente politica tradizionale”.

Un voto di protesta che ha spazzato via in modo particolare il centrosinistra e il suo progetto riformista, che si è sciolto come neve al sole. Un po’ in tutto il Paese
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“L’effetto franoso del partito democratico, che nel collegio uninominale di Cassino si è fermato al 14,29% e del centrosinistra nel suo complesso, che ha totalizzato il 18,56%, ha penalizzato soprattutto lo scontro diretto con il centrodestra, visto che quei voti si sono spostati integralmente sul Movimento 5 Stelle. Forza Italia, dal canto suo, ha superato il 20% nel Comune di Cassino, offrendo quindi una buona prestazione”.

Chi, invece, ha subito una metamorfosi impressionate è stata la Lega, che ha triplicato i propri consensi, scavalcando Forza Italia. Come sono oggi i rapporti?

“Noi siamo leali all’interno del centrodestra. Abbiamo stabilito che chi avesse preso un voto in più avrebbe governato il processo con la nomina del presidente del Consiglio dei ministri. Lo ha preso la Lega e quindi noi la sosteniamo con grande lealtà. Berlusconi lo ha dichiarato, farà l’allenatore di questa grande squadra. Matteo Salvini merita l’incarico perché ha avuto una performance straordinaria, ha saputo parlare al cuore, alla mente e alla pancia degli italiani”.

E Antonio Tajani, che aveva sciolto la riserva sulla sua candidatura a premier due giorni prima del voto, provocando, sembra, irritazione e disappunto nel Parlamento europeo per la sua possibile uscita di scena, in un momento molto delicato per l’Unione europea, che farà?

“Tajani continuerà a svolgere il suo incarico di presidente del Parlamento europeo, ruolo di grande prestigio internazionale”.

Torniamo all’esito della sua sfida per la Camera. Tra lei e Fontana alla fine il distacco è stato esiguo, pochi voti. Perché non ha chiesto il riconteggio delle schede?

“Sono una persona pragmatica. Le elezioni si vincono o si perdono nelle urne. No, niente riconteggio, perché non serve a nulla”.

Nelle parole di Abbruzzese emerge un po’ di amarezza e questo è comprensibile. Ma non c’è rassegnazione, anzi, l’invito è a guardare avanti, al lavoro che attende il partito sul territorio e alla formazione di nuovi quadri dirigenziali.

Ha deciso di misurarsi solo alla Camera dei Deputati. Perché non ha scelto anche altre opportunità?

“Nella vita ci vuole anche coraggio e io l’ho fatto cercando di dare spazio al mio partito. Siamo riusciti a far eleggere un consigliere regionale giovane, Pasquale Ciacciarelli, che continuerà questa bellissima esperienza che ho avviato e ciò per me è motivo di soddisfazione. Ho intrapreso questo processo di cambiamento all’interno del partito e ho rischiato, bisogna anche rischiare un po’ nella vita. E’ andata male per me, ma è andata bene per Ciacciarelli e sono felice per questo. Non si vive solo di politica”.

Alla Regione Lazio Zingaretti ha vinto, ma non ha la maggioranza. Si rischia lo stallo politico e amministrativo. Ci sono soluzioni?

“E’ chiaro che Zingaretti gioca una grande partita, su un doppio binario, Regione e segreteria nazionale del Pd. Un eventuale accordo con il Movimento 5 Stelle o con noi del centrodestra passerebbe come un inciucio nazionale, vista l’importanza di una regione come il Lazio. Non può chiedere un’azione politica di unità nel centrosinistra per poi fare inciuci in un ente dove lui amministra. Credo sia molto difficile trovare una soluzione, a meno che non ci siano dei transfughi dai 5 Stelle o dal centrodestra”.

Qual è il futuro di Mario Abbruzzese?

“Sarò un semplice iscritto di Forza Italia e lavorerò all’interno del partito per contribuire alla crescita di una nuova classe dirigente politica. A Frosinone Forza Italia è andata benissimo, abbiamo ottenuto un ottimo risultato. C’è un coordinatore, Piacentini, al quale va tutta la nostra stima e la nostra fiducia, si continua su questo solco. Quando si gioca bisogna saper svolgere tutti i ruoli, attaccante ma anche allenatore, perché dalla panchina si possono dare suggerimenti importanti. E da lì, a volte, le cose si vedono meglio”.

di Antonio De Angelis

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