Nettuno Baseball: il ds Leonardo Mazzanti suona la carica - L'Eco Del Litorale | Notizie online




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Nettuno Baseball: il ds Leonardo Mazzanti suona la carica

Nettuno, non è ancora finita. Nonostante il doppio ko subito dalla corazzata Rimini nell’ultimo week-end, il ds Leonardo Mazzanti suona la carica in vista del finale di stagione, lanciando la volata per la lotta play off. A due giornate dal termine della regular season i verdeazzurri del manager Trinci sono ancora al quarto posto in condivisione con il San Marino, che però deve ancora affrontare l’ostacolo Rimini.

 

Mazzanti, le sconfitte contro Rimini pregiudicano in parte il vostro cammino?

 

“Non credo, anche perché si trattava di partite sulla carta molto difficili da portare a casa, quindi eravamo consapevoli delle insidie di questo turno. In ogni caso nulla è compromesso, al momento la classifica avulsa ci premia nei confronti del San Marino, e non va dimenticato che negli ultimi due turni noi affrontiamo Padova in casa e Padule, mentre loro se la dovranno vedere proprio con Rimini. E’ vero che nel baseball non c’è nulla di scontato, ma in teoria il calendario ci dovrebbe agevolare”.

 

Le ultime sfide vi hanno reso consapevoli che con le prime della classe c’è ancora una distanza abbastanza marcata? Come è andata l’esperienza delle gare disputate dalla Nazionale?

 

“Al momento la classifica ci dice che Bologna e Rimini sono di un livello superiore, ma la mia esperienza mi porta a dire che mai dire mai, qualora riuscissimo a centrare la quarta posizione nei play off può accadere di tutto. E’ accaduto molte volte in passato di vedere ribaltate le gerarchie iniziali, quindi non bisogna darsi per vinti, anche perché possiamo contare su un gruppo di livello e lo dimostrano anche gli atleti forniti alla Nazionale come Trinci, Mercuri e Scotti, che peraltro si sono distinti con ottime prestazioni”.

 

Mazzanti rappresenta un pezzo di storia del baseball nettunese e italiano. Come si è calato nel ruolo di direttore sportivo?

 

“Posso dire senza ombra di dubbio che si tratta di un compito gravoso, non è semplice formare una squadra anche perché bisogna tenere conto di molti fattori. Questo è il secondo anno che svolgo questo ruolo, è un mondo nuovo ma stimolante, anche perché stiamo costruendo un gruppo imperniato su tutti giovani del vivaio e questo ci da maggiore soddisfazione. Ho accettato l’incarico perché consapevole delle ambizioni della società, che vuole tornare a vincere lo scudetto, che manca dal 2001; io ero in campo allora e mi piacerebbe trasmettere questa mentalità vincente a tutto il gruppo”.



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