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Dall'Italia

La staffetta Italica

Cosa volete che vi dica, se non che la situazione corredata dai fatti è disarmante? E che lo è a tal punto, che sembra di assistere ad una fiction, piuttosto che vivere una incredibile realtà. E così , tra rimpalli anticipatori degni degli internazionali di tennis, aperture e chiusure di forni dalla manzoniana memoria , la temperanza e la saggezza del Presidente Mattarella hanno portato, quaranta giorni dopo lo strabiliante esito elettorale, alla consegna del testimone alla prima frazionista di una staffetta obbligata a percorrere una distanza indefinita. Ma tant’è, la missione esplorativa affidata alla Presidente del Senato, Casellati, ha un significato quasi simbolico ed esemplificativo, posto che nessun soggetto politico ha numeri e capacità di aggregazione tali da garantire ad oggi la formazione di un nuovo Governo per il Paese. Onestamente, i numeri non basterebbero a determinare l’affidabilità della gestione che richiede persone autorevoli e di esperienza, capacità programmatico – progettuali e soprattutto coraggio di governare. L’ Italia di oggi, purtroppo, non dispone di queste risorse nell’ambito politico partitico e sarà ben difficile compiere miracoli. Ragionevolmente, prima di recuperare la sufficienza, compatibilmente con la innovazione globale dei sistemi in corso , prima che la generazione “Erasmus” riesca ad inserirsi e possa sostituire improvvisatori e cantastorie, sembra che debbano passare altri dieci anni di inesorabile “via crucis”, dalla quale non è chiaro come riusciremo a cavare le gambe. I giovani staffettisti che un domani potrebbero riportarci alla perduta eccellenza sono oggi quelli emarginati dal sistema , che sospinge i migliori , laureati, ricercatori, imprenditori ad arrangiarsi, magari all’estero. E intanto? Intanto c’è chi promette reddito a uffa, abolizione della “Fornero”, lotta alla povertà, più lavoro e aiuti alla famiglia in un clima da tutti contro tutti. Gentiloni, ancora in sella per l’ordinaria amministrazione, ci ha chiarito il concetto che l’Italia è schierata con gli USA e la NATO a prescindere, contro la Russia, come se fosse ancora ieri, quando l’orco sovietico “mangiava i bambini”.
L’italia, ingabbiata da convenzioni, protocolli e normative comunitarie, adesso deve trovare la via della corresponsabilità e della determinazione, del coraggio di scegliere tra le tante priorità. Una per tutte, occorrerebbe combinare l’utile del risanamento delle nostre infrastrutture e servizi essenziali con il “dilettevole” della dignità del lavoro, in alternativa alla scorciatoia del reddito di cittadinanza che fa il paio con gli ottanta euro di cui non si è avvertito alcun effetto adrenalinico sulla nostra società civile e sulla nostra economia. Altro “toro” da prendere per le corna quello della sicurezza e il decoro delle città e delle aree metropolitane precipitate nell’inferno per la dismissione delle Provincie, delle loro competenze e dei loro budget, salvo il costo del personale sopravvissuto nei Palazzi, privi delle minime risorse per la loro stessa manutenzione. Per capire cosa sta capitando, basta guardarsi intorno , andare alle stazioni ferroviarie o fare il fuoristrada su strada in città o fuori porta, piuttosto che attraversare la giungla nei parchi urbani. E l’educazione , che dovrebbe sposarsi con la salute, non meriterebbe l’attuazione della Legge “De Santis” sulla ginnastica educativa approvata al Senato del Regno appena un secolo e mezzo fa ? Lo sanno tutti che più sport nella scuola induce uno stile di vita propedeutico ad una migliore qualità della vita e della salute… eppure non ci sembra sia manifesta l’idea di recuperare lo storico vulnus, perché nessun programma elettorale ha espresso questa pia intenzione destinata peraltro a ridurre gli spaventosi costi della sanità . Ecco perché il nostro tradizionale italico ottimismo rischia di essere tradito e che lo staffettone verso il traguardo ideale, quel che fu lo stesso “sol dell’avvenire”, rischia purtroppo di essere su di una distanza indefinita e verso una meta ignota.

Ruggero Alcanterini

Direttore responsabile de L’Eco del Litorale







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