SPALLOTTA CANDIDATO SINDACO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI ANZIO - L'Eco Del Litorale | Notizie online


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SPALLOTTA CANDIDATO SINDACO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI ANZIO

Sarà il Segretario Umberto Spallotta a correre per la carica a Sindaco di Anzio per Rifondazione comunista. Il Circolo cittadino di questo partito lo ha deciso all’unanimità nell’assemblea degli iscritti che si è svolta mercoledì 11 aprile.
Professore di filosofia e storia alle superiori, Spallotta da 7 anni rappresenta il Prc sul territorio, la sua candidatura vuole essere un atto politico significativo nel frammentato e confuso panorama della sinistra anziate: “Da sempre – secondo Spallotta – la cosiddetta sinistra di Anzio è caratterizzata dalla subalternità a uno dei più fallimentari centro-sinistra del territorio nazionale, che scambia il politicismo per la politica e ha da tempo perso contatto con le esigenze delle classi popolari”. Lo strapotere delle destra e le forti presenze della criminalità organizzata ad Anzio: “Non si arginano di certo – continua il Segretario – con i tavoli di trattative con il Pd, come hanno fatto per mesi Sinistra italiana, Mdp e Anzio Diva, ma ricostruendo una sinistra fondata sulle lotte sociali, che torni ad avere una dimensione autenticamente popolare che ora non ha più. Il mio partito da sempre a tutti i livelli lavora per questo obiettivo e si è speso per tale scopo anche nella nostra città, cercando di proporre a Si e Mdp e a chiunque fosse disponibile, di costruire una unica realtà a sinistra, che chiudesse totalmente col centrosinistra. Quest’ultimo, a livello locale e nazionale, è insieme alla destra responsabile del disastro attuale in cui versa la nostra società, dominata dalle disuguaglianze, dall’attacco al lavoro e ai diritti sociali, dalla privatizzazione della sanità e dei beni comuni, dall’attacco alla scuola e all’ambiente”.
Nelle ultime settimane Rifondazione comunista si è spesa inutilmente per cercare un candidato unitario per l’intera sinistra, ma tutto ciò non ha dato gli esiti sperati. Preso atto del fallimento del tavolo ci centrosinistra. “Dove è stata imposta a tutti la candidatura di Del Giaccio – prosegue Spallotta – Sinistra italiana e Mdp e Anzio Diva avrebbero potuto mutare tattica e venire con noi a costruire una sinistra autonoma e contro il centrosinistra, discutere seriamente di un candidato unitario e costruire quel movimento politico-sociale di cui la città avrebbe bisogno. Invece dopo aver bruciato un paio di candidati unitari per l’indisponibilità di questi ultimi, hanno insistito con il nome di Brignone, come conditio sine qua non per proseguire l’alleanza. Per reazione ad un tale proditorio atto di arroganza politica, gli abbiamo contrapposto il nostro storico consigliere Colantuono, sperando che poi si arrivasse al ritiro di entrambi le candidature e ad un nome spendibile. Tutto inutile naturalmente: la logica annessionista che loro rinfacciano giustamente al Pd, è stata da essi ripetuta nei nostri confronti”. A nulla sono valsi gli appelli a ripensarci: evidentemente secondo Spallotta: “Da tempo avevano in testa questa soluzione”. La subalternità al moderatismo di queste formazioni è evidente: “Se non li avessero cacciati, sarebbero ancora col centrosinistra, collocazione politica che noi abbiamo abbandonato 10 anni fa”.
Ora è il momento di mostrare che ad Anzio esiste una forza che ritiene fondamentale lottare contro la cementificazione selvaggia, le privatizzazioni della sanità che hanno distrutto il territorio, le vessazioni di Acqualatina, il malaffare dilagante, l’assenza di servizi sociali e di lavoro senza compromessi alcuni e senza fare l’occhiolino al Pd e ai sui metodi. La sinistra si ricostruisce con le lotte, non seguendo coloro che l’hanno distrutta: “In questi anni siamo stati protagonisti di mobilitazioni importanti: la lotta contro le biogas ci ha visto in prima linea tra gli organizzatori della manifestazione del 9 luglio 2016, se ancora non è stata costruita quella mostruosità lo si deve anche a noi. Siamo stati promotori di iniziative in difesa della Costituzione e per i referendum sociali, ci occupiamo di ricreare una connessione di classe fra i lavoratori attivandoci in forme di mutualismo, che pratichiamo da anni e che vorremmo rafforzare. Siamo aperti al contributi di chiunque voglia intraprendere una lotta simile, senza fare analisi del sangue a nessuno, aperti ad una sinistra più ampia del nostro recinto, ma senza rinunciare alla nostra identità che riteniamo utile e giusta per l’oggi e per il domani”







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