Ospedale Militare di Anzio: deceduta Marilena Morano. Maxi risarcimento per esposizione ad amianto. - L'Eco Del Litorale | Notizie online




Ambiente

Ospedale Militare di Anzio: deceduta Marilena Morano. Maxi risarcimento per esposizione ad amianto.

Morano Marilena è stata una dipendente del Ministero della Difesa, in servizio presso l’Ospedale Militare di Anzio, deceduta nel 2009, all’età di 50 anni, per mesotelioma, causato dall’esposizione ad amianto all’interno della struttura.

la signora è deceduta dopo un’agonia di più di 5 anni, trascorsi tra ospedali e chemioterapia.

Quando la Sig.ra Marilena morì, lasciò il testimone all’Osservatorio Nazionale Amianto che ha continuato a combattere la sua battaglia.

Liquidato definitivamente il risarcimento record di circa 800.000,00 euro per i danni direttamente sofferti dalla vittima.

L’Avvocatura dello Stato ha sempre combattuto contro Morano Marilena, in vita e dopo la sua morte, per negare le sue responsabilità per l’uso dell’amianto nell’Ospedale Militare di Anzio.

La Corte di Cassazione specifica che il Ministero della Difesa, titolare dell’Ospedale Militare di Anzio, deve essere condannato al risarcimento dei danni, perchè la consulenza “tecnica d’ufficio tecnico ambientale espletata dal Dott. Falasconi …[avesse fatto emergere la]esposizione ad amianto di Marilena Morano nel corso della sua attività lavorativa.

La strage non finisce qui. Tutti i dipendenti del Ministero della Difesa, in servizio presso l’Ospedale Militare di Anzio, sono stati professionalmente esposti ad amianto, fibra killer mortale. Tre di loro, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno già contratto l’asbestosi, che è stata riconosciuta come malattia professionale, almeno altri 50 sono a rischio.

Più di 50 lavoratori, sempre assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno chiesto il prepensionamento e, in seguito al rigetto della domanda, hanno agito di fronte alla Corte dei Conti per ottenere la condanna dell’INPS al prepensionamento.

La CTU ha “ripercorso in maniera analitica le varie fasi della vita lavorativa della Morano in relazione ai luoghi frequentati per 28 anni in ragione di lavoro e descritti dal Dott. Falasconi come massicciamente contaminati da amianto”.

La Corte aggiunge, per di più, che “non è possibile fissare un livello di esposizione sotto il quale l’amianto non sia in grado di indurre l’insorgenza del mesotelioma, essendo ampiamente dimostrato che la circostanza di un possibile effetto patogena anche in conseguenza di esposizioni brevi non pregiudica l’esistenza di un dose-risposta…”: è la conferma della tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che occorre evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer.

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