Tutta la verità sull'amianto. Ne parla l'Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA. - L'Eco Del Litorale | Notizie online




Ambiente

Tutta la verità sull’amianto. Ne parla l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Avv Ezio BonanniL’Italia, fino alla fine degli anni ’80 è stato il secondo maggior produttore europeo di amianto, dopo l’Unione Sovietica, e nel periodo dal 1945, fino al 1992, vi sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto, con il picco di 164.788 tonnellate che si è raggiunto nel 1976, e ancora nel 1987 la produzione era di più di 100 mila tonnellate annue, e l’estrazione e produzione venne arrestata solo per effetto dell’entrata in vigore della Legge n. 257/1992 (ad un anno dalla sua approvazione, e quindi nel 1993).

Tutt’oggi ci sono almeno un milione di micrositi e oltre 50.000 siti con materiali contenenti amianto, non solo nelle fabbriche dismesse o nei vecchi vagoni ferroviari, ma ancora nelle scuole (2.400 in Italia) e negli ospedali abitualmente frequentati dai cittadini, oltre che dai lavoratori, perennemente esposti, e gli esposti di oggi saranno purtroppo i malati di domani, e quindi è necessario porre fine a questa situazione con un intervento dello stato nazionale che agevoli la bonificazione, con un bonus fiscale che copra l’intera entità dell’intervento finanziario e che sa completamente detraibile, prima di tutto per le imprese. In tal modo si eviteranno i maggiori costi umani, sociali ed economici (spese sanitarie, previdenziali, assistenziali, minori giornate lavorative, etc.).

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha previsto che l’entrata in vigore di un complesso normativo che conferisca il bonus fiscale che copra l’intero importo delle attività di bonifica in realtà determini un aumento delle entrate fiscali per la nuova maggiore produttività di stabilimenti e infrastrutture moderne, per gli strumenti e l’indotto, anche di coloro che dovranno fornire i materiali per l’edificazione dei nuovi stabilimenti (con aumento di manodopera e quindi di nuovi contributi per l’INPS e per l’erario pubblico).

Fino ad ora, le autorità hanno per lo più delegato alla Magistratura la risoluzione del problema perché è stato affrontato solo in chiave giudiziaria, come repressione penale (che poi non c’è stata), e azioni risarcitorie nei confronti dei datori di lavoro e previdenziali nei confronti di INPS (per i benefici contributivi per il prepensionamento) e di INAIL (per la costituzione delle rendite e per gli indennizzi).

L’amianto non è soltanto un’emergenza giudiziaria, bensì prima di tutto sanitaria e sociale che coinvolge anche le famiglie delle vittime, almeno 6.000 ogni anno solo nel nostro paese, a causa del mesotelioma 1.800, rispetto ai 1.900 casi diagnosticati (conforme con “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”), e poi almeno il doppio dei decessi per cancro polmonare e almeno altri 600 per asbestosi (dato conforme a quello INAIL), e poi ci sono tutte le altre patologie provocate dall’amianto.

Non c’è una soglia di esposizione ad amianto al di sotto della quale il rischio si annulli, e solo con la bonifica e la rimozione dei materiali di amianto si potrà sconfiggere il mesotelioma le altre patologie asbesto correlate poiché si realizza quella prevenzione primaria che costituisce l’effettiva realizzazione della tutela della salute secondo il precetto di cui all’art. 32 della Costituzione.

Quindi il problema amianto non può essere affrontato solo nelle aule dei tribunali, lasciando gli ambienti di vita e di lavoro così contaminati da determinare la prosecuzione delle esposizioni ad amianto e dunque il proseguire dell’epidemia. Ecco perché vanno disposti gli strumenti tecnico-normativi ed economico-finanziari che possano supportare innanzitutto il sistema produttivo per poter realizzare le bonifiche, coniugando così salute e sviluppo.

Quali sono questi strumenti?

L’unico strumento ad oggi che consente di sconfiggere definitivamente le patologie correlate è la bonifica e la messa in sicurezza: solo evitando ogni forma di esposizione si scongiurano le terribili conseguenze di questo killer.

Per tali motivi, l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che il Governo nazionale, utilizzando la leva fiscale, riconosca dei bonus / detrazioni fiscali in favore di coloro che ricorrano alla bonifica.

Un apparente minore incasso fiscale non si traduce soltanto nella tutela della salute e della vita umana, ma anche in un risparmio di spese sanitarie, assistenziali, previdenziali e sociali.

Inoltre, l’indotto legato alla bonifica e le nuove infrastrutture e strutture industriali secondo i moderni standard di sicurezza e capacità produttiva sono destinati a rilanciare il sistema Italia non solo in termini di maggiore sicurezza, ma anche nella valorizzazione dell’ambiente e delle bellezze paesaggistiche.

Per saperne di più consulta il sito dell’Avv. Ezio Bonanni https://www.eziobonanni.com/

 

 

 

 

 

Top