La Polizia Locale di Anzio in prima linea nella lotta agli illeciti e reati ambientali - L'Eco Del Litorale | Notizie online


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La Polizia Locale di Anzio in prima linea nella lotta agli illeciti e reati ambientali

La Polizia Locale di Anzio in prima linea nella lotta agli illeciti e reati ambientali.
Diverse le identificazioni e le sanzioni elevate grazie alle immagini scattate dalle fotorrappole, ai diversi pattugliamenti sul territorio, anche con le Guardie Ambientali del Gruppo Anziate, ed agli esposti dei cittadini.
Multato nell’ultima settimana anche il titolare di un’azienda di pulizie con sede a Nettuno che gettava rifiuti sul territorio di Anzio. Il gestore della ditta di pulizie di nettuno abbandonava rifiuti provenienti da pulizie condominiali.
L’ambiente per il comune di Anzio è sempre stato una priorità. Un’attività quella svolta dalla Locale di Anzio a 360 gradi anche con controlli eseguiti su input dell’amministrazione su diverse problematiche a tutela dell’ambiente. Proprio in tempi non sospetti, per volontà del Sindaco Bruschini, veniva inviato un rapporto dettagliato sul servizio di raccolta dei rifiuti ad Anzio, denunciando nell’agosto scorso per interruzione di pubblico servizio, la società Camassa Ambiente, cioè l’attuale azienda incaricata della raccolta dei rifiuti dall’ufficio Ambiente oggi sotto la luce dei riflettori per le note vicende. La predetta Azienda è stata infatti monitorata dalla Polizia Locale sin dal marzo 2017 sino ad odierne date, inviando nel mese scorso un ulteriore nutrito seguito. La Polizia Locale ha infatti fornito diversi elementi che rappresentano in modo puntuale l’illecita modalità di raccolta messa in campo dalla Camassa che, proprio nella passata estate, è stata oggetto di diverse critiche e segnalazioni da parte di innumerevoli cittadini ed associazioni.
Per gli stessi motivi l’amministrazione ha più volte sanzionato l’azienda con diversi verbali emessi a suo carico. Nella nota inviata alla procura la Polizia Locale fa anche ipotesi sulla verosimile presenza di illeciti meccanismi della non raccolta, volti alla trasformazione del rapporto ordinario di raccolta con rapporti straordinari di bonifica. Il meccanismo verosimilmente utilizzato sarebbe quello di non procedere al ritiro sino a far sorgere nei siti l’emergenza sanitaria che avrebbe indotto poi a bonifiche più costose per l’amministrazione. Anche in tale caso l’amministrazione si attende che venga fatta chiarezza offrendo la sua totale disponibilità agli inquirenti.
Questa amministrazione ha già da tempo avviato una riforma interna rinnovando cariche che hanno peso nella gestione e nel controllo del territorio. Iniziata sin dal precedente anno questo lavoro messo in campo sta permettendo non solo la soluzione di problemi annosi, ma anche il controllo dei rapporti interni con attività di prevenzione che stanno dando i loro frutti.

 







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