Amianto ad alta quota. L’Osservatorio Nazionale Amianto indaga. - L'Eco Del Litorale | Notizie online


Ambiente

Amianto ad alta quota. L’Osservatorio Nazionale Amianto indaga.

aviazione amianto

aviazione amiantoIn Italia, fino all’entrata in vigore della legge 257/1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto che, miscelate con altri prodotti, hanno determinato la presenza del minerale killer in tutti luoghi di vita e di lavoro: navi, fabbriche, edifici, scuole, ospedali e anche aerei.

La presenza di amianto è stata riscontrata negli aerei e negli hangar dell’Aeronautica militare, ma anche nelle tute ignifughe dei militari, utilizzate almeno fino all’inizio degli anni Novanta.

Vi sono notizie certe circa l’utilizzazione dell’amianto in aerei civili e militari.
Le segnalazioni riguardano: materiali da attrito usati nei freni; l’uso di cartoni negli stipetti per la conservazione dei cibi caldi; l’uso di tele durante la saldatura di parti metalliche e l’uso di guarnizioni. Inoltre, anche per insonorizzare gli aeromobili erano presenti pannelli in amianto.

Anche i reparti dove avveniva lo smontaggio dei materiali contenti amianto (baie di ricovero aeromobili; ceppi freni; allestimento interni; allestimento e disallestimento motori) potevano dare luogo ad un’esposizione diretta dei lavoratori a fibre di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, ha difeso migliaia di cittadini esposti e vittime dell’amianto, ottenendo il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo per i militari deceduti per esposizione ad amianto.

“C’è stato un utilizzo massiccio di amianto nell’aeronautica militare, prima della messa al bando nel 1992 ma anche dopo”. A dirlo Nicola Panei, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto per il comparto militare. “In molti abbiamo indossato le tute antincendio in amianto, indossate sulla pista di volo per il soccorso aereo e nelle varie assistenze ed in particolare nelle esercitazioni. Tutto questo senza essere mai avvisati dai diretti superiori della pericolosità, senza l’adeguata sorveglianza sanitaria prevista da varie leggi e direttive, mai applicate, e senza i previsti dispositivi di sicurezza”. 

LA SENTENZA

Il sig. P.D.S. ha iniziato a lavorare nel 1973, presso una nota società aerea italiana, come tecnico aeronautico. Durante la sua attività lavorativa è stato esposto al rischio di inalare fibre di amianto provenienti dai materiali che lo contenevano presenti sugli aeromobili.

Il signore svolgeva le seguenti mansioni: manutenzione meccanica degli aeromobili, alla sostituzione delle guarnizioni e fascette dei motori, alla coibentazione termica – antirumore composta in amianto; provvedeva alle ispezioni della fusoliera e dei carrelli principali con la sostituzione di ruote e ceppi freno, tali operazioni favorivano il rilascio e l’aerodispersione di polveri e fibre di amianto, che il ricorrente inalava direttamente e che sostavano all’interno dell’hangar, non dotati di sistemi di aspirazione.

Durante lo svolgimento delle sue attività, tra cui rimozione, installazione e sostituzione, se deteriorati o usurati, dei materassini in amianto e strutture rigide di coibentazione termica, fascette, guarnizioni di accoppiamento flangiato in amianto, P.D.S. è stato esposto in modo qualificato all’amianto, friabile e compatto, poiché manipolava direttamente e indirettamente amianto.

Lo stesso CTU incaricato ha confermato che P.D.S. è stato professionalmente esposto ad amianto con concentrazioni medie annuali che con ragionevole certezza risultano superiori a 100 fibre litro per 22 anni di vita lavorativa dal 1973 al 1995.

Pertanto al lavoratore, assistito legalmente dall’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, è stato riconosciuto il diritto al beneficio contributivo e l’INPS è stato condannato all’adeguamento della posizione previdenziale.

Già nel 2008 l’Avv Ezio Bonanni, seguì con successo il caso di un altro lavoratore di una società aerea, che si concluse con una condanna dell’INPS e con una conferma che “l’uso dell’amianto nel settore aereo è stato di normalissimo e costante impiego fino ai giorni attuali” e che “l’esposizione è stata ovvia e costante durante le fasi  di manutenzione degli aeromobili“.

 



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