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Eternit Bis: parte il processo a Napoli

Nel primo processo eternit era stata dichiarata la prescrizione (Cass. pen., sez. I, 19 novembre 2014 (dep. 23 febbraio 2015), n. 7941, Pres. Cortese, Est. Di Tomassi, imp. Schmidheiny). E’ iniziato il processo Eternit Bis, con l’imputazione per omicidio volontario di Schmidheiny Stephan Ernst. 

Successivamente, il Tribunale di Torino (Ufficio GIP), ha derubricato l’imputazione in omicidio colposo con colpa cosciente e spacchettato il processo. 

Il 27.11.2017, presso il Tribunale Penale di Napoli, ufficio GIP, proc. n. 5231/17 RG PM e n. 16310/17 RG GIP, ed è stato subito rinviato al 13.02.2018 per traduzione in tedesco del capo di imputazione e per una mancata notifica. 

“L’ennesimo rinvio del processo Eternit”, dichiara sconsolata una delle vittime di Napoli, che ha avuto il padre e il nonno deceduti per mesotelioma, dopo aver  lavorato nello stabilimento Eternit di Bagnoli. 

La Procura della Repubblica e la Procura Generale di Torino su istanza dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dei familiari delle vittime ha interposto ricorso per Cassazione, la cui udienza è fissata il prossimo 13 dicembre. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto sarà presente il prossimo 13.12.2018 per chiedere l’annullamento del provvedimento del GUP di Torino, che ha spacchettato e diviso il processo, e per la riformulazione del capo di imputazione, che “deve tornare ad essere di omicidio volontario”, dichiara Pasquale Falco, vittima dell’amianto/Eternit Bagnoli. 

Il prossimo 13.02.2018, presso il tribunale Penale di Napoli, si svolgerà l’udienza dopo il rinvio del 27.11.2017 (Tribunale di Napoli n. 5231/17 R.G.P.M, n. 16310/17 R.G. G.I.P). 

L’Osservatorio Nazionale Amianto si è costituito parte civile, per ottenere la condanna dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime dell’amianto, in particolare dipendenti ed ex dipendenti dello stabilimento Eternit Bagnoli, deceduti per mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi e altre malattie da amianto / asbesto correlate. 

L’amianto dello stabilimento Eternit ha provocato e sta provocando vittime tra gli ex dipendenti, tra i familiari e tra coloro che hanno abitato e abitano nella città di Napoli, in particolare a Bagnoli. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni, anche grazie alla collaborazione dell’Avv. Flora Rose Abate, hanno intenzione di supportare la popolazione, e quindi tutte le vittime di esposizione ambientale ad asbesto, provocata dallo stabilimento Eternit e dalla condotta dell’imputato Schmidheiny Stephan Ernst. 

Schmidheiny Stephan Ernst è l’ultimo rampollo della famiglia Schmidheiny, che ha gestito la produzione amianto a livello mondiale, accumulando ricchezze immense. Con l’approssimarsi dei processi penali per morti da amianto, Schmidheiny Stephan Ernst ha ceduto le aziende a dei prestanome e/o ha schermato le sue proprietà. 

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha integrato il collegio difensivo, con l’Avv.ssa Flora Rose Abate, penalista del Foro di Napoli. “L’ONA è da sempre vicina alle vittime e ai familiari di coloro che sono stati esposti ad amianto. Invito tutte le vittime a costituirsi parte civile”, dichiara l’Avv. Flora Rose Abate. 

Ciò nonostante, l’Avv. Ezio Bonanni e il pool di legali dell’Osservatorio Nazionale Amianto confidano nella possibilità di ottenere il risarcimento dei danni citando le società del gruppo Eternit quali responsabili civili, perchè possano rispondere in solido con il plurimiliardario Schmidheiny Stephan Ernst. 

“Schmidheiny Stephan Ernst ha sempre tentato di sfuggire alle sue responsabilità ed è incredibile che la giustizia italiana ancora dopo decenni e dopo la morte di migliaia di lavoratori, familiari e cittadini, a causa delle fibre di amianto, che hanno provocato danni alla salute, con infiammazioni (asbestosi) e tumori (mesotelioma, cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, etc.), non sia ancora riuscita ad inchiodarlo alle sue responsabilità. Tuttavia l’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’azione di tutte le vittime e dei familiari, prosegue per ottenere giustizia, e quindi il risarcimento di tutti i danni subiti, sia dalle vittime dirette, sia dalle vedove e degli orfani delle vittime dell’amianto dello stabilimento Eternit”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. 

Si auspica che si giunga finalmente ad un processo che possa vedere protagonista anche il Comune di Napoli, gravemente danneggiato dalla condotta dell’imputato Schmidheiny Stephan Ernst, e dalla multinazionale Eternit. 

L’ONA auspica che il Comune di Napoli agisca contro Schmidheiny Stephan Ernst e la multinazionale Eternit per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città di Napoli.  

Imputato: Schmidheiny Stephan Ernst nato in Svizzera (Heerbrugg) il 29.10.1947 elettivamente domiciliato ex art. 161 c.p.p. presso lo studio dell’avv. Astolfo Di Amato, Foro di Roma. 

Ipotesi di reato contestata all’imputato: quale effettivo responsabile della gestione della Società Eternit S.p.A., esercente gli stabilimenti di lavorazione dell’amianto siti in Cavagnolo, Casale Monferrato, Napoli-Bagnoli, Rubiera e di effettivo responsabile della gestione delle società (industria Eternit Casale Monferrato S.p.A., Industria Eternit Napoli S.p.A., ICAR S.p.A., Industria Eternit Reggio Emilia S.p.A.) esercenti gli stabilimenti di lavorazione dell’amianto siti in Cavagnolo, Casale Monferrato, Bagnoli, Rubiera, nel periodo che inizia il giugno 1976 con riguardo ai siti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Napoli-Bagnoli e il 27.06.1980 con riguardo al sito di Rubiera e che termina il 04.06.1986 con riguardo ai siti di Casale Monferrato e di Cavagnolo, il 19.12.1985 con riguardo al sito di Napoli-Bagnoli, il 06.12.1980 con riguardo al sito di Rubiera. 







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