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Microcredito, rilanciare la famiglia come prima impresa da finanziare

La famiglia come prima impresa da finanziare, con l’obiettivo di creare ricchezza e benessere, migliorare la qualità della vita e quella dei servizi.
A lanciare il progetto è stato il presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, Mario Baccini, durante il convegno “Creare il lavoro per costruire il futuro. Parliamo del microcredito”, che si è svolto all’Enea Hotel a Pomezia.

Mario Baccini

A gennaio 2018 se ne parlerà in un forum internazionale, promosso dallo stesso ente, perché la strada è quella di una progressiva integrazione tra economia sociale e produttività.
La famiglia – ha spiegato Baccini – è il primo sistema di impresa in una comunità, che deve poter essere messa nelle condizioni di tutelare i giovani che devono studiare, chi si ammala, chi esce dal circuito lavorativo, chi perde la casa. Ecco, allora, che la famiglia può diventare un soggetto giuridico e iscriversi a un elenco speciale che sarà dotato di un fondo di garanzia dedicato proprio ai suoi bisogni, alle sue necessità”.

Nel corso del convegno, patrocinato dall’Ente Nazionale per il Microcredito e moderato dall’avvocato Silvia Cerfeda, che ha sottolineato l’esigenza di una sinergia tra imprese, società e cultura, lo strumento del microcredito è stato affrontato in particolare su tre aspetti: come crescita del territorio, sostegno alle start up e sviluppo del sistema imprese.

Organizzato dall’associazione di imprenditori “Prima”, in collaborazione con un’altra associazione, “Grande Pomezia”, molto attiva sul territorio pometino, l’incontro ha permesso di approfondire la conoscenza delle opportunità di sviluppo di cui possono usufruire la piccola imprenditoria e il lavoro autonomo accedendo al microcredito.
Tra le finalità di questo intervento ci sono anche la lotta alla povertà e l’inclusione finanziaria dei soggetti più deboli, soprattutto di quelle categorie sociali definite “non bancabili” a causa della mancanza o carenza di garanzie da offrire al sistema bancario tradizionale.

Il nostro scopo è quello di dare nuovo slancio alla città e incentivare la partecipazione dei giovani alla crescita locale. In questa prospettiva, il microcredito, che concilia lavoro e sviluppo, è senz’altro una buona opportunità” ha detto nel suo intervento di apertura Andrea Ruggeri, fondatore di “Grande Pomezia”.
“Se i rappresentanti istituzionali sono impegnati in politiche di assistenzialismo – ha aggiunto – non servono a nulla. Pomezia, insieme ad Aprilia, è il secondo polo farmaceutico in Italia, dopo Milano e tra i primi nel settore logistico, ma mancano le infrastrutture, i trasporti sono carenti e le aziende se ne vanno via. Bisogna bloccare questa emorragia”.

Un appello condiviso dal presidente Baccini: “è urgente riportare il lavoro nelle nostre città, che devono innanzitutto essere ben rappresentate e aperte al cambiamento e all’innovazione. E’ necessario il lavoro a ‘chilometro utile’, cioè tutte le ricchezze che il territorio produce devono essere riversate soprattutto a favore delle persone che lì ci vivono. Utile al lavoratore, ma anche all’azienda”.
Secondo Baccini “la politica regolatrice dei processi sociali, economici e finanziari oggi appare debole e in difficoltà, mentre la crisi dei partiti politici sta creando un grande danno al nostro Paese. E’ quindi sempre più necessario prevedere degli ammortizzatori tra gli interessi del popolo e quelli delle istituzioni. Il microcredito acquista così rilievo, perché è uno degli strumenti che spinge verso il successo imprenditoriale e la crescita occupazionale”.

L’attività dell’Ente Nazionale per il Microcredito non si esaurisce al piccolo prestito, con finanziamenti compresi tra 25 e 35mila euro, ma offre fondamentali servizi ausiliari di monitoraggio e tutoraggio, con un fondo nazionale di garanzia che copre l’80 per cento del rischio.
In collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Roma sono state finanziate nel Lazio 500 nuove aziende, mentre sul territorio nazionale sono circa 5mila, con oltre 10mila nuovi posti di lavori creati. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro dei Comuni, insieme ai quali l’Ente ha aperto 180 sportelli informativi.
Tra gli aspetti più delicati c’è il rapporto con gli istituti bancari, che possono finanziare progetti ma con una serie di limitazioni che spesso impediscono di andare avanti a chi vuole tentare la via imprenditoriale.

La banca diventa partner nella concessione dei fondi” ha spiegato Gianluca Lega, presidente di “Prima”, che ha annunciato un prossimo convegno sulle opportunità offerte dal macrocredito, come le quotazioni in borsa e strumenti di finanza partecipata.
Il microcredito sostiene l’avvio e lo sviluppo di un’attività imprenditoriale e promuove l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro” ha sottolineato nel suo intervento Lega, ricordando che “con questo finanziamento è possibile acquistare beni e servizi, retribuire nuovi dipendenti o soci lavoratori, sostenere corsi di formazione. Ma non tutti possono chiederlo e ad essere escluse sono, ad esempio, le Srl e le Spa”.

Ospite della giornata il sindaco di Cerveteri e consigliere della Città metropolitana di Roma, Alessio Pascucci, che ha evidenziato il “divario esistente tra le persone che vivono un forte disagio quotidiano e le istituzioni, per lo più assenti”. Pascucci si è poi congratulato con gli organizzatori del convegno perché “iniziative come questa tentano di dare risposte supplendo alla latitanza degli organismi sovracomunali, che dimenticano le aziende in crisi e chi fatica a reinserirsi nel mercato lavorativo”.

Parole di apprezzamento sono giunte anche da Don Giorgio, che in qualità di vicario diocesano ha portato ai presenti il saluto del Vescovo di Albano, S.E. Monsignor Marcello Semeraro. “Attuare sul territorio delle politiche in grado di creare occupazione e benessere è fondamentale – ha detto Don Giorgio – e si tratta di urgenze che lo stesso Santo Padre ha più volte richiamato nei suoi interventi. La Chiesa è in campo ogni giorno per sostenere i più bisognosi e dare comunque il suo contributo all’intera cittadinanza. Ognuno di noi deve impegnarsi per dare una speranza e un futuro ai giovani e a chi chiede un aiuto. Serve una nuova civiltà di lavoro”.

Un’interessante testimonianza della volontà di fare impresa è arrivata da Luca Vita, presidente della società cooperativa agricola “Riparo” di Ardea.
Nata nel 2014, “Riparo” svolge “didattica rurale per avvicinare i più giovani al mondo agricolo, un’agricoltura sociale che prevede tra l’altro anche l’inserimento lavorativo di ragazzi con difficoltà psicologiche”.
Il microcredito – ha aggiunto Vita – mette in moto la fase di start up e restituisce una missione giusta alle banche, quella cioè di fare credito, operazione in realtà non scontata. Da questo punto di vista, abbiamo bisogno di istituti bancari radicati nel territorio, che vogliano scommettere sui giovani talenti locali che con entusiasmo provano a impegnarsi in attività imprenditoriali di vario genere”.

Fiducia e intraprendenza sono le qualità sottolineate anche da Pasquale Lavacca, Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri, da poco in pensione ma con la passione e una competenza di livello internazionale nel campo della cyber security e dei sistemi di information e technology.
Bisogna aiutare chi ha idee e progetti da sviluppare ma non ha la disponibilità economica sufficiente” ha detto Lavacca, che sta lavorando alla creazione di un consorzio di microimprese per aiutarle a crescere e a liberarsi da una burocrazia divenuta ormai soffocante e macchinosa.



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