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Ambiente

La Regione dice No alla Eco-Transport

Mentre il nuovo Piano Regionale Rifiuti sonnecchia, in Commissione Ambiente della Regione Lazio, con la ninna nanna cantata dei “signori dei rifiuti”, sul territorio di Anzio si addensa una nube nera fatta di due impianti di trattamento e trasformazione di rifiuti organici ed uno di stoccaggio rifiuti normali e pericolosi. La nuvola si addensa e l’Amministrazione Comunale, dopo aver dato il placet per la realizzazione della centrale Biogas di via della Spadellata, non sembra proprio di voler fare barriera invalicabile contro l’approvazione degli altri due progetti, quello proposto dalla ditta Green Future ed il deposito proposto da Eco-Transport. Chi era presente alla Conferenza di Servizi per il progetto Green Future ha visto il Sindaco leggere decise dichiarazioni di diniego ma, come tante volte ribadito, tali dichiarazioni hanno un forte valore politico ma nessun valore pertinente alle esigenze delle Conferenze dei Servizi, che sono costituite per valutare gli aspetti urbanistici, ambientali, igienici, sanitari ed inerenti la sicurezza. Le dichiarazioni negative senza motivazioni congrue suonano tanto come “not in my backyard” e lasciano il tempo che trovano. Negli incontri e nei contatti avuti col Sindaco ed il Dirigente responsabile i rappresentanti di Uniti Per l’Ambiente hanno ripetutamente sottolineato l’esigenza urgente di dotare l’Ufficio Ambiente della capacità di analizzare le varie problematiche ambientali con riferimento alle proposte formulate. Tempo perso. La commissione, sollecitata anche dal Consigliere Del Villano nell’ultima riunione del Consiglio Comunale, non è stata creata e la posizione dell’Ente Comune viene costruita, di volta in volta, in modo alquanto dilettantesco. Per quanto riguarda il progetto del deposito di stoccaggio e trattamento della ditta Eco-Transport, il 3 novembre era prevista la conclusione della Conferenza di Servizi che aveva avuto inizio in data 2 marzo 2017.  Le Associazioni non ne erano state informate e non avevano ricevuto la documentazione integrativa fornita dalla Ditta e le osservazioni degli Enti interessati. Il team tecnico di Uniti per l’Ambiente ha contattato il Comune di Anzio per affiancarlo nella preparazione delle osservazioni sollecitando l’Ufficio Ambiente a rendere disponibile la necessaria documentazione che era pervenuta solo al Comune di Anzio. Dopo varie sollecitazioni l’Ufficio Ambiente faceva recapitare al team tecnico un pacco di documenti che, alla lettura dei tecnici, si sono rivelati obsoleti e inutili ai fini di una lettura aggiornata degli atti. Dopo il rinvio della Conferenza al 1 dicembre, il Responsabile Unico del Provvedimento della Città Metropolitana ha inviato direttamente la documentazione aggiornata permettendo ai tecnici di U.P.A. di analizzarla. Alla prima analisi salta in evidenza un fatto molto significativo: la Direzione Valutazioni Ambientali e Bonifiche della Regione Lazio esprime un secco “parere unico negativo” alla realizzazione del progetto Eco-Transport per il quale la ditta proponente dichiara agli atti di avere già il permesso a costruire da parte del Comune di Anzio. Dopo aver evidenziato un errore della ditta proponente che ignora, nel progetto, l’esistenza di una scuola a 300 metri dall’impianto proposto, il documento indica alcune limitazioni osservate dalla ASL e la distinzione fra i criteri di localizzazione degli impianti con particolare riferimento al “fattore escludente” della distanza minima dell’impianto da abitazioni e scuole che è di 500 metri. In base a quest’ultimo elemento la Regione esprime “Parere Unico Contrario – motivato dal fatto che si tratta di un nuovo impianto di rifiuti ed in contrasto con le previsioni della DCR 14/2012 per la presenza di edifici sensibili ed abitazioni a distanza inferiore a quella prevista”.  Questa posizione,  formalmente espressa dall’ente regionale,  crea perplessità e non per i suoi effetti sull’impianto proposto dalla ditta Eco-Transport ma per quanto già dallo stesso Ente autorizzato e cioè la centrale biogas di via della Spadellata, che è ormai in costruzione e su quella proposta dalla ditta Green Future che è ancora in fase di definizione presso l’Ufficio per le Valutazioni di Impatto Ambientale della stessa Regione Lazio. Infatti ambedue questi impianti ricadono del raggio di 500 metri dagli stessi obiettivi sensibili che hanno fatto scattare il fattore escludente. Naturalmente questo fatto costituirà elemento di valutazione ed approfondimento da parte di coloro che sono impegnati in prima linea in questa lotta contro il degrado tra cui, purtroppo, non si può annoverare il Comune di Anzio. 

Sergio Franchi 







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