Pomezia, sindacato Polizia Locale: “Crimini, strade “mortali”, disastri ambientali: ma in 4 anni nessun nuovo agente” - L'Eco Del Litorale | Notizie online


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Pomezia, sindacato Polizia Locale: “Crimini, strade “mortali”, disastri ambientali: ma in 4 anni nessun nuovo agente”

Nuovo capitolo della “guerra fredda” tra Comune di Pomezia e il Sindacato a rappresentanza delle forze di Polizia Locale. Il giorno 26 ottobre 2017 il Dirigente Sindacale del DiCCAP ha dovuto abbandonare il tavolo delle trattative con il Comune di Pomezia poiché la rappresentante dell’amministrazione comunale non ha inteso aderire alla richiesta di visione di una bozza delibera sul fabbisogno occupazionale del comune. Insomma un nuovo, l’ennesimo capitolo, degli attriti mai risolti tra le due istituzioni.

“Il confronto tra le Organizzazioni Sindacali ed il Comune è inserito in un contesto normativo ben preciso e cogente” – scrive oggi il Coordinamento Provincia di Roma Settore Polizie Locale del Sindacato DiCCAP – a garanzia del buon funzionamento dei servizi pubblici ed in un quadro costituzionale che prevede il confronto con le parti sociali per la partecipazione dei lavoratori alle decisioni, che in 5 anni di consiliatura il governo cittadino ha mal interpretato, prendendo infatti delle “toppe” clamorose. La gestione del personale è stata improntata ad un mero sfruttamento delle risorse ad esaurimento, procrastinando i problemi ed affidando i contenziosi, che hanno segnato un record storico, a costosi legali esterni che hanno semplicemente ricorso a gradi di giudizio successivo, nonostante il comune venga costantemente condannato”.

“Questa Organizzazioni Sindacale a tutela degli interessi dei lavoratori comunali continua a reagire con forza agli atti grotteschi, in mancanza di un confronto democratico, segnalando agli organi di controllo e giurisdizionali quelli che appaiono marchiani errori gestionali ed amministrativi. Da ultimo abbiamo segnalato la vicenda che ha visto annullare il provvedimento disciplinare inflitto nel 2015 al proprio rappresentante sindacale, che libero dal servizio criticava la scarsa trasparenza del Comune di Pomezia che non forniva copia degli atti di un’ispezione del Ministero Economia e Finanze sulla gestione del personale ed alcune delibere relative alla gestione del personale”.

Il Sindacato: “Crimini all’ordine del giorno, le strade mietono vittime ma in 4 anni nessuna assunzione”

“Ebbene nonostante la condanna alle spese ed il richiamo del giudice alla legittimità delle richieste e delle lamentele sindacali, nonostante un quadro normativo chiarissimo e nonostante la costante apertura al dialogo del sindacato, il Comune di Pomezia continua ad impiegare le risorse pubbliche in atti contrari all’ordinamento legale e per scelte gestionali fallimentari. Basti pensare che spendendo centinaia di migliaia di Euro in avvocati, in 4 anni non ha assunto neanche un nuovo agente della Polizia Locale, cosicché in un territorio in cui la pericolosità delle strade miete continuamente feriti e vittime, gli impianti industriali generano gravissimi incidenti e sono ad alto rischio, gli atti criminali sono all’ordine del giorno, l’organico della Polizia Locale continua a diminuire per effetto dei pensionamenti e delle dimissioni in favore di altri comuni che offrono contratti a tempo  indeterminato conformemente alle norme”.

“A breve altri precari andranno a lavorare a Roma dove hanno vinto un altro concorso e saranno assunti a tempo indeterminato.
Il Comune di Pomezia è invece orientato esclusivamente al risparmio di bilancio, sebbene poi i veri effetti siano tutti da verificare. Voci di corridoio parlano di un prossimo affidamento ad una società di Pescara di un contratto per l’esame delle sanatorie, poiché ci sono delle pratiche arretrate”.

“Eppure – conclude la nota – a fronte di tanta necessità di attività dei tecnici, il Comune di Pomezia assunse 4 tecnici solo dopo anni di insistenze, ovvero dopo che una dei concorrenti al concorso per geometri, vinse tutti i gradi di giudizio nei tribunali amministrativi. I dipendenti furono lasciati a casa e le pratiche negli archivi, buttando però soldi in cause perse, lasciando il lavoro arretrato. Ora forse si affiderà il lavoro inevaso ad una ditta privata che di certo non offrirà i propri servizi gratis. Vista la qualità delle scelte gestionali sinora adottate chiediamo al Sindaco o ad un Assessore che eventualmente volesse delegare, di rinunciare alla propria presupponenza e di iniziare a seguire il libretto di istruzioni della cosa pubblica, dando precise disposizioni ed indirizzi sul rispetto delle relazioni sindacali e partecipando alle riunioni di Commissione Trattante quando richiesto dalle Organizzazioni Sindacali”.







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