Il ruggito del leone ferito. L’asbestosi non ferma Antonio Dal Cin. - L'Eco Del Litorale | Notizie online




Ambiente

Il ruggito del leone ferito. L’asbestosi non ferma Antonio Dal Cin.

Antonio Dal Cin

L’asbestosi pleurica non ha fiaccato il coraggio e la determinazione di Antonio Dal Cin, leone ferito ma non domato.

Egli, congedato dalla Guardia di Finanza per motivi di servizio (asbestosi pleurica riconosciuta come malattia professionale), mentre rimane in attesa dell’esaurimento delle pratiche burocratiche per il riconoscimento di quanto gli è dovuto come vittima del dovere, lancia l’appello perché le autorità della superiore gerarchi terminino la bonifica delle caserme e degli altri luoghi di vita e di lavoro del personale civile e militare delle forze armate e del comparto sicurezza.

Infatti, l’ultimo suo appello (https://www.onanotiziarioamianto.it/wp/ona/dal-cin-condannato-morte/), non è caduto nel vuoto, recepito dalla rete, con circa 100mila visualizzazione e migliaia di commenti in pochi giorni ed ora, sempre assistito dall’Avv. Ezio Bonanni, indomito suo difensore, spicca una messa in mora con la quale chiede il risarcimento di tutti i danni e preannuncia un’ulteriore azione civile presso il Tribunale di Roma.

“Certamente il Sig. Antonio Dal Cin ha diritto al risarcimento dei danni e così anche la moglie e i due piccoli figli minorenni, che sono stati privati della possibilità di una vita normale per via dell’asbestosi pleurica di cui è rimasto vittima il loro genitore per via delle attività di servizio. Infatti, non si comprende perché i militari siano stati comandati di eseguire missioni con presenza di amianto senza essere stati informati del rischio e senza essere stati dotati di maschere protettive quando si sa che l’amianto è un killer spietato che uccide e non dà scampo”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale dell’ex militare vittima di asbestosi.

“Finché avrò forza griderò che la vita umana è sacra e che non si può continuare ad uccidere con l’amianto. Infatti, fin dall’inizio del secolo scorso si sapeva che l’amianto era dannoso per la salute, però se n’è fatto uso pensando che si potessero realizzare dei profitti, e così si è preferito sacrificare la vita umana. Migliaia di vittime ed altre migliaia ancora, purtroppo, e tutto tace. Dobbiamo lottare contro questo silenzio omertoso, contro la volontà di normalizzare, di segregare moralmente le vittime dell’amianto”, dichiara il Sig. Antonio Dal Cin.

Nel frattempo l’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue nelle sue attività e sono previsti nuovi incontri con le istituzioni, come quello del 18.07.2017 con il Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, On.le Davide Faraone.

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